Nel tentativo disperato di difendere l’indifendibile, qualcuno ha inteso replicare alle mie dichiarazioni sugli equilibri su cui poggia la Giunta della Provincia Regionale di Agrigento, additandomi come un esponente politico che ha condiviso parte del mandato dell’ex presidente Fontana.
L’improvvida uscita del Pd cerca di mascherare il disagio di un partito che si ritrova in una situazione che è poco definire paradossale. Cosa diversa, rispetto all’immobilismo che caratterizza l’attuale Amministrazione, è il bilancio dei dieci anni che s’intestano al presidente Fontana, in parte da me condivisi anche come assessore.
Non credo serva ricordare come se oggi si lavora all’ammodernamento della SS 640 questo si deve all’impegno e al coraggio di un’Amministrazione che ha scelto un percorso vincente che ha portato l’Anas a doverlo completare fino al finanziamento e all’appalto dei lavori.
Non credo serva ricordare, ma forse è utile per chi ha la memoria corta come quelli del PD, che il Consorzio Universitario di Agrigento aveva raggiunto obiettivi significativi che oggi rischiano di essere vanificati sia in termini di offerta didattica che come istituzione al servizio dello sviluppo del territorio.
E qui mi fermo anche se potrei continuare a lungo, o in alternativa potrei cominciare ad elencare tutto quello che dopo Fontana non si è più realizzato con grande nocumento per la nostra provincia.
Oggi dietro una fantomatica difesa del “Patto di stabilità” si celano tutte le inadeguatezze progettuali e gestionali di un Ente che non riesce a rappresentare un punto di riferimento per definire le strategie di crescita della provincia. Comprendo la situazione in cui si trova oggi il Pd, ma da questo a disconoscere la realtà e a tentare di mistificare i fatti ce ne corre. Se oggi questo partito, in grande stato confusionale si ritrova in un ‘cul de sac’ è solo colpa sua e dei tentativi poco nobili di inserirsi in uno schema di potere che è fine solo a se stesso.
Con un’allusione a due specie di animali che si caratterizzano per la loro eleganza stilistica, i consiglieri del Pd finiscono per non accorgersi che a loro non rimane neanche questa consolazione estetica perché hanno fatto la fine dei topi.
Le altre volgarità le lascio a chi è aduso a forme plateali di accattonaggio politico, come dimostra la posizione che il PD esprime in termini di subalternità a D’Orsi ad Agrigento e a Lombardo a Palermo.
Ivan Paci Capogruppo PDL Provincia Regionale di Agrigento


















