Dopo le alluvioni del Centro-Nord, l’ emergenza temporali di spsota al Sud. La Protezione civile ha emesso  un’allerta meteo che riguarda, in particolare, Sicilia,  Calabria, Basilicata e Puglia.     Precipitazioni, anche di forte intensità, associate a  frequente attività elettrica e raffiche di vento, hanno così  interessato soprattutto i settori jonici delle quattro regioni.  Non ci sono stati, comunque, particolari disagi. A portare il  maltempo una vasta depressione di origine nord-africana che si  è spostata sull’area ionica. Anche domani le piogge  insisteranno su Sicilia, Basilicata, Puglia e, soprattutto, sui  settori jonici della Calabria. Molto mosso il mare.

Un violento nubifragio ha investito la costa palermitana compresa fra Trabia e Cefalù. Alcune strade del centro di Termini Imerese sono state allagate e una frana ha interrotto per alcune ore il traffico ferroviario tra Cefalù e Castelbuono. Difficoltà e disagi anche sull’ autostrada A19 nella zona di Buonfornello.  L’emergenza maggiore si è avuta a Termini Imerese. L’acqua ha invaso come un fiume in piena la zona del centro tra le vie Libertà e Emmanuela Setti Carraro. Allagati alcuni piani cantinati. In alcuni punti l’acqua ha raggiunto un livello di mezzo metro circa. Disagi anche nella parte bassa della città e in altri centri della provincia di Palermo tra cui Campofelice di Roccella e Caccamo.


Intanto, non si arresta l’emergenza nel grossetano, l’area  più colpita dalle esondazioni dei giorni scorsi. È crollata  stamani una parte del ponte sul torrente Stellata, nel comune di  Manciano, che garantisce il collegamento con Pitigliano. La  circolazione è stata interrotta. Si sono salvati per miracolo  una mamma di 30 anni e il figlio di 7 mesi: una delle due ruote  posteriori dell’auto, che la donna stava guidando, è rimasta  incastrata nella voragine che si è aperta sul ponte. L’auto è  riuscita a passare grazie all’inerzia della velocità. Madre e  figlio stanno bene. Chiuso definitivamente il ponte per il  rischio di un crollo totale della struttura.

Il presidente della  Provincia di Grosseto stima danni infrastrutturali per 225  milioni di euro. E, a tre giorni dall’alluvione, l’attenzione  delle squadre di soccorso resta alta soprattutto nelle campagne  intorno a ad Albinia, il paese che è stato travolto  dall’esondazione del fiume Albegna nelle prime ore di lunedì.  Anche se al momento non risultano dispersi, i soccorritori  visiteranno palmo a palmo tutti i 200 poderi della zona che sono  stati inondati da oltre un metro d’acqua. Sempre oggi, poi, si  è appreso che una donna di 69 anni di Faenza è ricoverata da  martedì scorso nel reparto di rianimazione all’ospedale di  Grosseto per aver ingerito acqua e fango. Qui si trova anche la  73enne salvata a Orbetello. Entrambe sono in gravi condizioni.  È prevista, intanto, per il pomeriggio di domani la  riattivazione della tratta ferroviaria Tirrenica interrotta da  lunedì per i danni provocati dalle esondazioni.

Nell’altra area colpita, quella di Massa, oggi è tornato il  sole i volontari hanno lavorato per liberare strade e case dal  fango. La preoccupazione maggiore in queste ore deriva però dal  fatto che il fango si sta trasformando velocemente in una specie  di ‘cementò, come lo hanno definito alcuni residenti della zona  di Marina di Massa, la più colpita dall’esondazione del  torrente Ricortola. Secondo i cittadini diventerebbe infatti  ogni ora più difficile liberare le strade, i giardini e le  abitazioni dal fango solidificato.     Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giampaolo  D’Andrea, in un’informativa alla Camera, ha riferito che è  «impossibile al momento quantificare l’entità dei danni». Si  sono verificati, ha sottolineato, «eventi assai rari, con  ritorni addirittura plurisecolari», piogge «eccezionali» e  una «diffusa crisi del sistema idrografico»