Intervista con il responsabile Provinciale elettorale di Grande Sud, già vice presidente della Provincia regionale di Agrigento Paolo Ferrara.
Iniziamo col chiederle quello che in questi giorni è accaduto e cioè le sue dimissioni. Motivi politici o incomprensioni con il Presidente D’Orsi?
Nella sua domanda vi è già la risposta. In realtà vi sono entrambi i motivi. Partirei dal secondo; il mio rapporto personale con Eugenio D’orsi è un rapporto di grande amicizia, tenuto conto della considerazione che io ho personalmente del concetto di amicizia. Mi legano allo stesso ed alla sua famiglia un affetto personale e una stima che va al di là di qualsiasi scontro politico. Premesso questo, va detto che alcune note caratteriali che ognuno di noi possiede, me compreso, spesso diventano motivo di scontro e incomprensione. Succede anche tra familiari, figurarsi tra amici. Vero è che il Presidente D’orsi spesso affida al suo temperamento, diciamo istintivo, alcuni interventi che potrebbero essere risolti a mio modo di vedere in maniera diversa. Io ritengo che anche tra congiunti, quindi anche tra persone che si dichiarano amici, non si debba sconfinare in discussioni che possono in qualche modo disturbare la sensibilità personale. Detto questo, avrà intuito che tra me e il presidente vi è stata una divergenza dinnanzi alla quale ho preferito che non venisse lesa la mia, chiamiamola “sensibilità”, e quindi ho preferito fare un passo indietro, anche per preservare il mio personale rapporto con l’amico Eugenio D’orsi che continua a meritarsi la mia personale amicizia e stima.
Credo anche, per essere come si suol dire “ intellettualmente onesto” che alle mie dimissioni che non avevano nulla di precostituito ed organizzato, abbia contribuito incosciamente anche una linea politica dettata dal partito di cui faccio parte. Bisogna avere uno sguardo più ampio che vada oltre all’attaccamento alle poltrone. Il rispetto e la considerazione politica che il mio partito merita, vale molto più di qualsiasi poltrona. Noi viviamo di territorio ma soprattutto viviamo “il territorio” e questo ci da una grande responsabilità. . Se poi aggiungiamo che Grande Sud ha sempre operato con grande lealtà e rispetto nei confronti dei propri partners politici questo rende ancora più incisive le mie dimissioni. E’ il momento di fare capire chiaramente che il rispetto è un atto dovuto. Sia come presidente che come assessore allo sviluppo economico
Cosa rimane di questa sua permanenza alla provincia sia come Vice presidente che come assessore allo sviluppo economico?
Io sono sempre molto critico nei confronti di me stesso. Si sarebbe potuto fare molto di più se non fosse, che una situazione di stallo sta paralizzando il nostro paese. Mi sarebbe piaciuto esplorare nuovi mercati fuori dai confini nazionali o addirittura europei per promuovere quello che rimane delle nostre aziende virtuose. Mi procura dolore dire “ ciò che rimane delle nostre aziende” perché ho provato un grande senso di frustrazione nel vedere affogare nella crisi tanti operatori, imprenditori capaci, che non riescono a sopravvivere a questa tempesta economica che stiamo vivendo. Spero rimanga, per rispondere alla sua domanda, una serie di iniziative da me intraprese, legate al territorio, la tessitura di rapporti con imprenditori, società civile, cittadini.
Porto Empedocle adesso ha due deputati regionali, ci riferiamo all’onorevole Cimino e al neo eletto On. Firetto, cosa bisogna aspettarsi in termini di impegno per il territorio?
Personalmente credo che la conferma dell’onorevole Cimino e l’elezione dell’on Firetto potrebbe rappresentare un enorme valore aggiunto per Porto Empedocle e per l’intera provincia. Conosco molto bene ambedue e non mi viene difficile immaginare che potranno in sinergia fare molto per la nostra terra.
Cimino con la sua ennesima elezione conferma, qualora ve ne fosse bisogno, la sua presenza sul territorio e l’attaccamento del suo elettorato, la stima che ha nei suoi confronti. Certamente non si tratta di un fenomeno politico destinato a svanire nel tempo, ma di un concreto protagonista della vita politica siciliana. D’altra parte già in passato Porto Empedocle per un certo periodo ha avuto la contestuale presenza dell’On.Cimino e dell’On.Di BettaFiretto. Lo aspetta un banco di prova impegnativo se ci riferiamo alle aspettative che l’elettorato ha riposto in lui.Mi piace pensare che possano fare ambedue grandi cose per la nostra terra.
Io credo negli uomini di buona volontà .
Grande Sud fa riferimento al prossimo congresso regionale e all’azzeramento delle cariche politiche ricoperte dal partito. Si riparte dall’anno zero?
Credo che la proposta lanciata dall’onorevole Cimino trovi una sua logica se si contestualizza al momento politico che stiamo attraversando. Un momento di riflessione a bocce ferme. Analisi del voto, individuazione di nuovi percorsi, individuazione di una classe dirigente, insomma la voglia e la capacità di ascoltare la base. Grande Sud nasce con questo spirito e con questo spirito deve crescere. Noi siamo la gente, viviamo i disagi del nostro territorio e per quello ci vogliamo spendere.
Cosa l’aspetta in un prossimo futuro politico?
Concepisco la politica come impegno civile, ma soprattutto come passione personale, per scacciare sospetti di facile retorica. Nella politica il concetto di “futuro” è legato a troppe variabili che neanche il più capace indovino potrebbe mai prevedere. Credo al presente, a quello che si può fare giorno dopo giorno. Credo che Grande Sud abbia elementi al suo interno sia a livello umano che riferito ai contenuti, davvero interessanti per il popolo siciliano. Abbiamo prospettive di crescita importanti, quello dobbiamo perseguire nella speranza che questo difficile momento per l’Italia, per la Sicilia ma direi per tutte le nazioni del mondo , passi presto.
Redazione Canicattiweb
















