SalaErcolePalermo-416x307“Si avverte l’esigenza di sollecitare il governo a valutare la riformulazione dell’emendamento con particolare riferimento alla previsione che stabilisce l’immediata utilizzabilità della fonte di entrata costituita dalle riserve erariali”. E’ il giudizio tranchant col quale l’ufficio della commissione Bilancio dell’Ars ha bocciato l’emendamento alla manovra bis da 300 milioni, che ha poi indotto il governo Crocetta a cambiare strategia e a presentare questo pomeriggio la manovrina da 136 milioni per pagare gli stipendi dei 30 mila lavoratori, rimasti scoperti dallo scorso gennaio per via dell’impugnativa di buona parte della legge finanziaria da parte del commissario dello Stato.

In una relazione di sei pagine, i funzionari del Bilancio contestano la mancanza di coperture certe dell’emendamento che appena una settimana fa era stato depositato in commissione dall’assessore all’Economia, Roberto Agnello, col quale veniva in parte riscritta la manovra bis, che portava la firma del suo predecessore, Luca Bianchi.


Gli uffici della commissione Bilancio dell’Ars citano una serie di pronunce della Corte costituzionale. “Secondo tale giurisprudenza la copertura finanziaria – scrivono i funzionari del Bilancio – deve essere credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria e irrazionale”. I funzionari si riferiscono a una delle fonti di copertura degli accantonamenti tributariprevista dal governo nell’ambito delle modifiche e integrazioni dell’articolo 4 della legge di stabilità regionale 2014″.