Ammonta a poco più di 1,5 milioni di euro la spesa contestata dalla Corte dei conti ai 12 gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana. Si tratta, secondo i giudici contabili che hanno esaminato i rendiconti del 2013, di uscite irregolari.
Quattro sono i gruppi virtuosi, cui la Corte dei conti ha parificato il rendiconto: M5s, il Megafono, Lista Musumeci. Art. 4 e gruppo Misto. La contestazione più alta riguarda il gruppo del Pdl, la cui spesa irregolare ammonta a 656.381,51 euro. Seguono il Mpa-Pds con 552.024,18 euro, Grande Sud con 109.246,34 euro, Pid-Cantiere popolare con 107.240,63 euro, Grande Sud-Pid/cantiere popolare 72.765,21, Udc con 40.204,77, i Democratici riformisti per la Sicilia 3.273,75. Infine il Pd, appena 1.484,37 euro su un bilancio di oltre 1,4 milione.
Per il gruppo parlamentare del M5s il parere della Corte dei conti sul rendiconto del 2013 “promuove le spese del gruppo e invece boccia tantissimi altri partiti all’Ars: Pid, Grande Sud, Pd, Udc, Partito dei Siciliani, Pdl, Drs”.
“Lo abbiamo sempre detto – affermano i deputati del M5s – che avremmo chiarito tutto. A noi, del resto, venivano contestate cose veramente insignificanti, a dispetto dell’enorme e incredibile rilievo che la cosa ha avuto sui giornali. Capiamo che sono tantissimi quelli che aspettano di beccarci con le mani nella marmellata, ma temiamo che rimarranno delusi in eterno. Ora ci aspettiamo che coloro che hanno titolato con grande trasporto ed enfasi su di noi facciano lo stesso con chi, secondo la Corte dei conti, ha tantissime cose da chiarire”.

















