La Corte dei Conti sta indagando sulla gestione del servizio 118, per verificare se ci siano stati sprechi di denaro pubblico. Una notizia a sorpresa perché il “salvataggio” dei circa 3000 dipendenti della Sise era stato unanimemente giudicato una brillante operazione sia dal punto di vista economico che sociale visto che avrebbe salvaguardato l’occupazione di 3.000 posti di lavoro senza interrompere nemmeno per un minuto il servizio di emergenza urgenza. Un’operazione che aveva trovato il favore dei sindacati di categoria e che era stata validata dal Ministero della Salute.
L’indagine, probabilmente, ha preso le mosse dalle polemiche politiche sul 118 esplose alcuni mesi fa e non si capisce se riguarda la gestione Russo o possa riferirsi in qualche modo anche alla gestione dell’attuale assessore, Lucia Borsellino.
La storia del nuovo 118 inizia nel 2009 ed arriva a compimento nel 2010 con il passaggio del servizio dalla Sise alla Seus, società interamente pubblica, partecipata al 51% dalla Regione siciliana e al 49% da tutte le 17 aziende sanitarie. La convenzione, ritenuta esosa, tra la Regione e la Sise era già scaduta e non più prorogabile.
Uno dei problemi più grossi nel bilancio Sise (sulla cui gestione proprio la Corte dei Conti aveva espresso perplessità nel giudizio di parifica) era quello degli straordinari dei dipendenti. Il contratto part time (da 24 ore settimanali) non garantiva l’espletamento del servizio, costringendo la Sise a pagare molti straordinari: il credito dei dipendenti nei confronti della Sise ammontava complessivamente a circa 50 milioni di euro.
La nuova società, la Seus, garantì il “transito” di tutti i dipendenti della Sise (tranne poche unità per gravi pendenze con la giustizia) con contratto a tempo pieno (36 ore settimanali). Il piano industriale, varato nel 2010, aveva anche previsto l’esubero di circa 400 dipendenti che, previa riqualificazione professionale, avrebbero dovuto svolgere attività presso le aziende sanitarie per coprire quei servizi (ad esempio il trasporto interno) che fino ad allora venivano acquistati da privati, con un complessivio risparmio per il sistena sanitario.
Il piano industriale, dunque, prevedeva nel triennio costi del servizio minori rispetto a quelli del passato, su cui appunto gravava pesantemente la voce straordinari.
Le indagini della Corte dei Conti serviranno dunque a fare chiarezza e potrebbero riguardare anche la nuova gestione della Seus e gli eventuali ritardi nell’applicazione del piano industriale, soprattutto nella parte che riguarda la nuova allocazione del personale in esubero.
Va anche detto che attualmente sulle ambulanze medicalizzate viaggiano un medico, un infermiere e un autista soccorritore mentre in quasi tutte le atre regioni italiane gli autisti soccoritori sono due.
Sulla vicenda degli esuberi, negli ultimi mesi, sono divampate numerose polemiche di carattere politico che hanno investito anche il Comitato di Gestione della Seus. Da circa 4 mesi, il nuovo direttore generale della società è Angelo Aliquò, uomo di esperienza nel mondo della sanità che, in qualità di capo della segreteria tecnica dell’assessorato, fu uno degli artefici di quella operazione insieme all’allora direttore generale Lucia Borsellino.
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