sanita_2Sulla vicenda dell’esclusione dalle procedure concorsuali dei medici precari è intervenuto il parlamentare nazionale del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, che ha depositato una interrogazione rivolta ai ministri della Sanità, Lorenzin, e dell’Economia, Padoan. In particolare, l’esponente dei Democratici alla Camera contesta le modifiche apportate dal Ministero dell’Economia alla bozza del Dpcm medici precari: “In una prima stesura, a dicembre 2013, si era raggiunto un accordo tra Ministero e parti sociali, perché il Dpcm prevedeva percorsi di stabilizzazione per i medici precari entro il 31 dicembre 2016” sottolinea Berretta.

“Preoccupano invece le attuali modifiche apportate dal Ministero dell’Economia, che ha sostituito l’obbligatorietà con la possibilità di bandire i concorsi riservati, con l’esclusione della partecipazione per tali procedure concorsuali dei medici con contratti di lavoro atipico e la ‘non disponibilità’ di deroga per le Regioni in piano di rientro – prosegue il parlamentare siciliano – Il nuovo Dpcm quindi mette a serio rischio il futuro lavorativo dei medici precari, che solo in Sicilia rappresentano un esercito di circa 2000 persone, ma mina anche l’assistenza garantita fino ad oggi nei presidi ospedalieri”.


“Lo conferma anche una circolare del dicembre 2013 firmata dal sottosegretario Paolo Fadda secondo cui, considerando il blocco del turn-over, di fatto sono i rapporti di lavoro flessibile del personale del comparto sanitario a garantire l’attuale livello di erogazione delle prestazioni previste dai Livelli essenziali di assistenza – prosegue Berretta – La circolare Fadda inoltre prevedeva la possibilità per le Regioni di procedere alla proroga dei contratti a tempo determinato fino al 31 dicembre 2016, in attesa dell’emanazione del decreto”.

“La nuova bozza del Dpcm non fornisce alcuna garanzia ai giovani medici precari e certamente metterà in seria difficoltà l’organizzazione dei reparti in cui prestano servizio” conclude il parlamentare dei Democratici che ha chiesto quindi ai ministri Lorenzin e Padoan “quali eventuali percorsi di stabilizzazione siano previsti per il personale sanitario al dicembre 2016 e quali garanzie ci siano sui fondi per i rinnovi previsti dalla circolare Fadda per garantire i Livelli elementari di assistenza”.

Sulla questione interviene Gregorio Lo Giudice, consigliere dell’Ordine dei Medici di Catania. “Come si evince dalla pubblicazione della bozza di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per i medici precari, il Ministero dell’Economia ha previsto limitazione all’accesso agli eventuali concorsi riservati. La risposta che aspettavamo, cioè la lotta al precariato non è dunque arrivata”.

“C’è da dire, tra l’altro, che il problema del precariato che sta destabilizzando il futuro dei giovani medici italiani non può essere risolto con un decreto; occorre che il Ministero dell’Economia in concerto con quelli dell’ Istruzione e del Lavoro stabiliscano un piano programmatico relativo all’accesso alle facoltà di medicina e ai settori specialistici medici. Il problema va infatti affrontato andando al fondo della questione più ampia del precariato stesso, cioè occorre mettere i medici nelle condizioni di poter pianificare il proprio percorso formativo e lavorativo a partire da una normativa completa e stabile nel tempo, non con interventi tappo che confondono e rendono più difficile il nostro lavoro”, spiega Lo Giudice.

“Una risposta veramente efficace si avrebbe attraverso un programma, che coinvolga Stato e Regioni, che indichi quale siano la domanda e l’offerta di medici e quindi che illustri le condizioni attuali e future effettive del mercato del lavoro in campo medico. Solo attraverso un intervento del genere si può bypassare il problema degli esuberi e del precariato”, conclude Lo Giudice.