Se alle siciliane di forte concetto venisse in mente, un bel giorno, di reclamare il rispetto della legge nella composizione delle giunte locali, sarebbe un bel problema in Italia. Ed in Sicilia, soprattutto. Su 37 comuni che hanno rinnovato le amministrazioni in maggio dello scorso anno, tre non annoverano alcuna donna in giunta e diciassette sono “irregolari”, cioè il numero delle donne non raggiunge la soglia del quaranta per cento.
Su 4.087 giunte comunali nominate dai sindaci in maggio dello scorso anno, 1.182 non hanno rispettato le leggi che pretendono l’equilibrio nella rappresentanza dei generi, e cioè la legge 15 del 2012, che “assicura condizioni di pari opportunità tra uomo e donna”, e la legge, denominata legge Delrio, che alla vigilia del voto per il rinnovo delle amministrazioni locali, in aprile 2014 indicò i tetti da raggiungere nella rappresentanza di genere.
I sindaci giustificano generalmente l’assenza di donne con la difficoltà di reperimento delle disponibilità. Ma i Tar non hanno mai accolto la giustificazione, ed hanno sospettato che le difficoltà fossero degli alibi. E’ possibile, comunque, che le donne incontrino ostacoli, anche quando vogliono prestare la loro opera nelle pubbliche amministrazioni. Chi lavora e “sovrintende” alla gestione familiare non riesce a conciliare le proprie incombenze con l’incarico pubblico, che richiede tempo e dedizione.
I Tribunali amministrativi cui finora i ricorrenti, – in pochi rari casi – si sono rivolti, hanno dato loro ragione, stabilendo che i due generi, maschile e femminile, dovessero essere rappresentati in misura non inferiore al quaranta per cento nei comuni con una popolazione non inferiore a 3000 abitanti. Eppure in 968 comuni le giunte comunali non annoverano donne, mentre in 214 la rappresentanza femminile è inferiore al 40 per cento.
Le amministrazioni sono state azzerate ed il sindaco obbligato ad adeguarsi. L’inferiorità numerica, tuttavia, è stata denunciata con strumenti diversi dal ricorso al tar, che obbliga ad affrontare dei costi. Ci si è avvalsi della diffida, diretta al capo dell’amministrazione, o di una richiesta formale di controllo rivolta ai Prefetti.
Le donne-sindaco nell’isola sono 17 (su 390 comuni), una percentuale molto bassa dunque. Altrettanto bassa la presenza femminile nelle società partecipate della Regione (63, il 10,2 per cento ). Un deciso incremento ha registrato la presenza femminile in Parlamento, ma la percentuale resta inferiore a quella di tanti altri paesi europei, con l’11 per cento. C’è, tuttavia qualche eccezione, e riguarda il maggiore partito, il Pd, che raggiunge il 43 per cento, la percentuale di gran lunga più alta nelle due Camere.
Il governo della Regione siciliana, invece, ha le carte in regola: la rappresentanza femminile eguaglia, da sempre, quella maschile.
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