crocetta4_1Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha reso noto di avere convocato per domani alle ore 14 – presso Palazzo d’Orleans – un incontro con i segretari delle formazioni politiche di maggioranza e i capigruppo all’Ars, per l’avvio del confronto politico – istituzionale sulla bozza/ipotesi di legge finanziaria, concordata tra Presidenza e assessorato all’Economia.

“Non è affatto vero – ha dichiarato Crocetta – che la Sicilia è una terra irredimibile e senza speranza. I siciliani sono un grande popolo, hanno una grande storia e una grande cultura, vivono nell’isola più bella del mondo e sapranno superare l’attuale momento difficile che attraversa il Paese e l’intera Europa”.


“La salvezza dell’Italia – ha aggiunto il presidente – è legata fortemente alle politiche di sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno. Ciò può avvenire se, insieme al consolidamento delle linee di cambiamento che stanno coinvolgendo la nostra Regione, ci sarà una nuova attenzione europea nei confronti delle politiche di sviluppo del Sud”.

Alle prese con la definizione delle riforme da inserire nella legge di stabilità per il 2015 e ritenute essenziali da Roma per poter aprire le trattative con la Regione su materie fiscali e compartecipazione alla spesa sanitaria, Crocetta lancia il suo monito: “Alla luce degli scandali sull’Expo e su ‘Mafia Capitale’ è fuori dubbio che le lezioncine moralistiche che arrivavano dal Nord non sono più credibili”.

“Mentre in Sicilia si comincia a fare sul serio sulla questione morale – dice Crocetta – al Nord sono molto disattenti”. E avverte: “Da Roma non accettiamo lezioni ma contributi sei in un rapporto di collaborazione per lo sviluppo della Sicilia e di rigore legato alla crescita”.

Perché, aggiunge, “il rigore senza crescita è soltanto depressione”. “Sono sicuro – prosegue – che noi siciliani ce la faremo”. E rivendica il ruolo autonomistico dell’isola. “Ci sono ragioni storiche per le quali lo Stato non ha mai attribuito le prerogative che spettano alla Sicilia in virtù del proprio statuto – sostiene il governatore – e le responsabilità politiche sono gravi”.

Per il governatore ci sono tutte le condizioni per avviare una grande politica di risanamento dei conti: “La Sicilia ce la farà, come ce l’ha sempre fatta perché quello siciliano è un grande popolo, ha una grande storia e una grande cultura, vive nell’isola più bella del mondo e saprà superare l’attuale momento difficile che attraversa il Paese e l’intera Europa”.

Crocetta difende ancora una volta il lavoro fatto dai suoi governi e attribuisce a chi ha gestito in passato le responsabilità per “l’attuale difficoltà finanziaria della Regione”. Anzi, “l’azione di rigore che abbiamo avviato col mio governo ha segnato un cambio di rotta, come ci è stato riconosciuto dagli osservatori nazionali e persino dalle agenzie di rating internazionali”.

“Abbiamo tagliato sprechi per 2,9 miliardi, abbiamo cominciato a pagare i debiti e abbiamo chiuso l’ultimo bilancio con un avanzo positivo – afferma – Negli ultimi due anni abbiamo fatto le migliori performance tra le regioni in materia di spesa sanitaria, le entrate effettive della Regione non sono diminuite soprattutto per effetto della spesa dei fondi Ue che il mio governo ha rilanciato rispetto a un passato nefasto”.

I principi guida delle norme inserite nella legge di stabilità saranno abolizione dei privilegi, a cominciare da quelli dei dirigenti della Regione, giustizia ed equità sociale, recupero dell’efficienza. Su tutti una norma che va incontro ai rilievi mossi più volte dalla Corte dei Conti: il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione in Sicilia.

Crocetta bolla come “disdicevole” chi “ha fatto trapelare notizie alla stampa attorno a un testo non definitivamente chiuso dalla Presidenza e dall’assessorato all’Economia” e che hanno creato non pochi malumori nella coalizione. “C’è una fase in cui si discute su alcune questioni ed è normale che ci possano essere punti di vista diversi”, aggiunge il governatore.

Che su alcuni temi mostra fermezza, come quello sul pubblico impiego: “Io sono per il blocco delle assunzioni per 5 anni, altri sono contrari ma lo vadano a spiegare alla Corte dei Conti”. Il riferimento è al numero eccessivo di dirigenti, 1.600 circa. “Eppure – bacchetta Crocetta – c’è chi continua a professare finanza creativa”.

Il governatore non entra nei dettagli, ma ambienti a lui vicini indicano per esempio la sua contrarietà verso qualsiasi operazione di esternalizzazione dei servizi, dai tributi all’informatizzazione, all’acqua.

“Sarà una finanziaria rigorosa, basata sull’efficienza, senza fronzoli o eccezioni per risolvere con qualche emendamento questioni particolari – avverte Crocetta – La manovra avrà tutte le caratteristiche per essere sostenuta dal centrosinistra ma anche dalle opposizioni e dallo Stato. È un buon documento per dire allo Stato che l’alibi delle mancate riforme non c’è più”.

Crocetta parla di norme in finanziaria per l’abbattimento delle spese clientelari e improduttive e per il risanamento del bilancio “senza perdere di vista la solidarietà sociale”. Il governo insiste su un punto: “La politica del rigore si dovrà sposare con politiche di sviluppo”. E uno dei nodi indicati dal governatore è l’accesso al credito, “uno degli scippi più gravi”.

“I siciliani risparmiano – sottolinea Crocetta – ma poi hanno difficoltà enormi per avere credito, su questo interverremo con la programmazione dei fondi Ue”. Impulso sarà dato anche al turismo e all’agroalimentare di tipo biologico, settori, sostiene, “che sono avviati verso un trend positivo, segno che le nostre eccellenze possono decollare”.

Altro tema caldo, per Crocetta, è quello dei trasporti. “Un tedesco da Berlino raggiunge in poche ore la riviera romagnola – dice – mentre da Milano e da Roma per raggiungere la Sicilia ci sono costi esorbitanti. E lo stesso vale per il trasporto delle merci”.

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