Gallo-BerlusconiIl governo nazionale è a lavoro sulla prossima Finanziaria, adesso Legge di stabilità, e il deputato e vice coordinatore regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ha presentato una interrogazione a risposta scritti ai ministri dell’ Economia e dello Sviluppo economico al fine di conoscere quali iniziative legislative  il Governo intenda avviare a favore del Mezzogiorno ed in particolare della regione Sicilia, nell’ambito dell’imminente predisposizione della Legge di stabilità per il 2016. Gallo ricorda che ConfIndustria Sicilia ha appena denunciato la scarsa attenzione rivolta dal Governo Renzi alle regioni del Sud e della Sicilia dove le province più colpite dalla crisi, secondo i dati relativi alla flessione del numero di imprese, sono Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Enna e Catania. Riccardo Gallo afferma : “Vi è l’esigenza di restituire maggiore fiducia agli imprenditori siciliani, affinché possa riprendere una fase duratura di investimenti e di rilancio economico nell’isola, attraverso regole certe, iter burocratici più snelli e l’informatizzazione dei processi, il tutto per tornare a competere sul mercato. I ministeri dell’ Economia e dello Sviluppo economico, approfittando della prossima Legge di stabilità, e  nell’ambito delle rispettive competenze, introducano misure finalizzate alla ripresa economica e produttiva della Sicilia, sia attraverso interventi agevolativi fiscali che infrastrutturali”.

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Ecco il testo dell’ interrogazione :

INTERROGAZIONE

A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che:

le valutazioni estremamente negative, evidenziate dalla Confindustria Sicilia e pubblicate nel corso di un’intervista dal quotidiano: “Il Giornale di Sicilia” lo scorso 15 settembre, sulla situazione economica e produttiva in cui si trova il sistema delle imprese isolane, confermano a giudizio dell’interrogante, la scarsa attenzione rivolta dal Governo Renzi, alle regioni del Mezzogiorno ed in particolare nei riguardi della Sicilia, le cui misure adottate, a partire dall’insediamento dell’esecutivo medesimo, si sono rivelate decisamente insufficienti;

l’esponente della confederazione delle imprese siciliane, ha infatti rilevato, che dal punto di vista territoriale, le province più colpite dalla crisi appaiono quelle di Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Enna e Catania, che dal 2007, hanno registrato flessioni nel numero di imprese attive comprese fra il 16 e il 9%, a differenza di quelle di Ragusa, Siracusa e, in misura minore, Palermo e Messina, che risultano essere più stabili;

il vice presidente di Confindustria Sicilia, ha inoltre indicato i dati elaborati dalla Fondazione Res nel report dello scorso luglio, che registrano in alcune aree della regione, a partire dal 2007, una flessione del numero di imprese attive pari al 16 per cento, i cui indicatori numerici dimostrano come le aree industriali rappresentino lo specchio dell’economia reale siciliana, che sicuramente versa in condizioni estremamente complesse;

il quadro generale evidenziato dal medesimo rappresentante di Confindustria Sicilia, configura nl complesso uno scenario variopinto, in cui a fronte di una serie di debolezze dell’economia siciliana, caratterizzate dalla crisi del settore immobiliare, delle opere pubbliche e della produzione in senso generale, si contrappongono tuttavia indicatori numerici positivi, connessi al comparto turistico, dell’agroindustria, dell’ICT legato all’informazione e alla comunicazione tecnologica, al settore medicale e alla meccanica di precisione;

le imprese siciliane che hanno saputo innovarsi e investire in nuovi mercati, resistendo alla crisi economica che persiste da oltre sette anni sul Paese, evidenzia inoltre la Confindustria siciliana, hanno rappresentato un punto di forza dell’economia isolana in questi anni, aggiungendo fra l’altro, che per tornare a dare linfa per il mercato italiano e soprattutto del Mezzogiorno, occorrerà investire sulla manifattura che, in Sicilia, rappresenta il settore che ha sofferto di più la recessione economica (dal 2008 ad oggi infatti il manifatturiero siciliano ha perso il 26 per cento contro un meno 2 per cento del settore pubblico);

l’esigenza di restituire maggiore fiducia agli imprenditori siciliani, secondo quanto emerge dall’articolo pubblicato dal quotidiano: “Il Giornale di Sicilia”, affinché possa riprendere una fase duratura di investimenti e di rilancio economico nell’isola, attraverso regole certe, iter burocratici più snelli e l’informatizzazione dei processi, rappresenta in definitiva, una delle priorità maggiormente richieste da parte del sistema delle imprese siciliane, per tornare a competere sul mercato;

le suesposte e articolate valutazioni, a parere dell’interrogante evidenziano nel complesso, l’urgenza e la necessità d’introdurre misure ad hoc, da parte dei Ministri interrogati, in favore del rilancio dell’economia siciliana, che secondo quanto evidenziato dal recente rapporto Svimez, si trova agli ultimi posti su scala nazionale, negli indici di povertà assoluta e arretratezza economica;

i rilievi indicati dal vice presidente di Confindustria Sicilia, per consentire un rilancio dell’economia isolana, investendo in generale sul manifatturiero, unico settore capace di produrre valore aggiunto e lasciare ricchezza sul territorio, in termini di occupazione, know how e fiscalità, oltre che una migliore dotazione infrastrutturale materiale e immateriale (che permetta alle imprese di competere alla pari con il resto del mondo), a giudizio dell’interrogante, rappresentano degli interventi condivisibili ed indispensabili, al fine di interrompere un processo di desertificazione industriale e umana, nella regione Sicilia, che persistono da troppi anni;

quali valutazioni i Ministri interrogati, intendano esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

se, in considerazione della situazione di estrema gravità socioeconomica e produttiva in cui si trova la regione Sicilia, come peraltro confermato dalla confederazione generale dell’industria italiana, in precedenza richiamato, non ritengano urgente ed opportuno, nell’ambito delle rispettive competenze, introdurre misure finalizzate alla ripresa economica e produttiva dell’isola, sia attraverso interventi agevolativi fiscali, che infrastrutturali;

quali iniziative legislative infine, il Governo intenda introdurre in favore del Mezzogiorno ed in particolare della regione Sicilia, nell’ambito dell’imminente predisposizione della legge di stabilità per il 2016, che com’è noto rappresenta, un provvedimento cardine, in quanto costituisce la manovra di finanza pubblica per il triennio di riferimento e lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la decisione di finanza pubblica.

Riccardo Gallo