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Smart Working: il nuovo mantra al tempo del CoronaVirus

Scritto da il 24 marzo 2020, alle 13:28 | archiviato in Blogiornalista, Photo Gallery, Scienze e tecnologie. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Mai come ora abbiamo praticato lo Smart Working (lavoro agile) quasi come un mantra, una pratica meditativa necessaria per andare avanti. In tempi di emergenza il telelavoro è l’unica alternativa possibile per non arrendersi e non bloccare del tutto le attività.

La crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo (l’Italia è tra i primi Paesi per numero di contagiati e decessi a causa del CoronaVirus) ha azzerato da settimane le relazioni sociali, ha annullato riunioni in ufficio e trasferte chiedendo ai lavoratori, ove possibile, di convertire incontri reali in conference call, mail, telefonate etc.

Unica alternativa possibile per molti professionisti.

Proprio grazie alle tecnologie il lavoro si trasforma sbarazzandosi per necessità da schemi e confini.

Lo stop del Coronavirus “dematerializza” sistemi e regole a cui eravamo abituati sgretolando la concezione del lavoro caratterizzata da precisi vincoli orari e spaziali. In questo momento tutto ciò che è rigido crolla ed entra in gioco la nostra capacità di flessibilità e resilienza.

In queste settimane di emergenza straordinaria il telelavoro diventa il nostro Mantra o almeno di quei lavoratori che possono praticarlo. Così come indicato dal Governo nel

decreto

sulle modalità di accesso al lavoro agile, anche noi di AD Communications abbiamo sposato il telelavoro per la gestione di tutte le attività facendo di necessità virtù.

STRUMENTI BASE DELLO SMART WORKING

Una connessione internet, un computer e un telefono sono strumenti alla base dello smart working.  Chi ad esempio si occupa di editing video e foto dovrà dotarsi di un computer più “potente” in termini di memoria rispetto a chi si occupa di copywriting che si accontenterà di un computer, anche portatile, dotato di programmi di videoscrittura.

Se avete la necessità di stare molto al telefono vi consigliamo cuffie con cancellazione del rumore e microfono. Consigliamo a tutti di ritagliarsi uno spazio proprio che permetta di lavorare in maniera tranquilla e senza distrazioni.

Per organizzare e coordinare al meglio le proprie attività possono sfruttare alcune app e tool messi a disposizione dal web:

 

 

 

SMART WORKING: LE IMPRESE SONO PRONTE?

Se escludiamo il boom del telelavoro annesso e connesso all’emergenza COVID-19, in Italia il fenomeno è in crescita: secondo uno

studio

dell’Osservatorio Nazionale dello Smart Working nel 2019 erano circa 570mila gli smart worker (il 20% in più rispetto all’anno precedente).

Per capire meglio dinamiche e possibili sviluppi per il futuro dello smart working abbiamo intervistato Sabrina Tiseo, referente partner del reparto Provisioning dell’azienda VoipVoice.

 

Ciao Sabrina di quali strumenti occorre dotarsi per lavorare in smart working?

Certamente una connessione stabile, un numero VoIP, un centralino in cloud, pc e cuffie. Smart Working non è semplicemente “lavorare da casa” ma il risultato del giusto mix di tecnologie moderne quali: numerazioni VOIP (numeri telefonici virtuali intelligenti svincolati da un luogo fisico), centralini moderni delocalizzati su Internet e sempre accessibili dagli operatori remoti. Cosa fondamentale: avere accesso sicuro ai dati aziendali ovunque e in qualsiasi momento. L’azienda per il quale lavoro ha creato un ottimo equilibrio tra dipendente e titolare e questo grazie a degli obiettivi condivisi. Abbiamo dei compiti da svolgere per raggiungere i nostri risultati e questo ci stimola e ci motiva a dare sempre di più.

Quali sono i vantaggi che offre lo smart working?

Più alti livelli di produttività. Io ad esempio lavorando da casa riesco ad essere più concentrata. Potrebbe portare ad una grande diminuzione di traffico e smog e molti altri benefici quali la riduzione dei costi per la benzina, godersi la famiglia per più tempo evitando gli spostamenti ed essendo già a casa al momento della timbratura del cartellino sul proprio pc (ovviamente anche questo è fattibile grazie a dei programmi appositi).

 

Le imprese italiane sono pronte a questa rivoluzione digitale?

Penso che questa emergenza abbia portato lo smart working ad essere utilizzato da persone che magari non ne conoscevano l’esistenza, ma credo sia giusto non fermarsi qui e andare avanti anche quando questa emergenza sarà finita.

Dovremmo aprire le nostre menti al cambiamento! Lo Smart Working è il futuro.

 

TELEDIDATTICA: L’ESPERIENZA ALLA IULM DI MILANO

Anche Scuole e Università hanno “chiuso” le aule per fare spazio alla didattica online. Ciò ha permesso di far continuare le attività formative a distanza (dalle lezioni alle sessioni di esami e persino di laurea) come ci racconta Angelo Ancona, studente del Corso in Relazioni pubbliche dell’Università IULM di Milano.

Come valuti le soluzioni di e-learning proposte dalla tua università?

La IULM da questa settimana ha messo in atto le video-lezioni per fronteggiare l’attuale situazione di emergenza e far sì che il programma continui a svolgersi. Io, insieme ai miei colleghi, non abbiamo riscontrato difficoltà ad accedere ai contenuti e stiamo affrontando tutto con estrema serietà e collaborazione. Anche i professori, nuovi a questa modalità, hanno già adeguato le nuove lezioni frontali. 

Come si svolge una lezione online?

Il metodo più utilizzato per svolgere la lezione online è l’utilizzo della piattaforma Microsoft Teams. Dopo aver effettuato la registrazione sul portale e aver connesso il proprio account di ateneo si ha l’accesso ad una classe virtuale in cui, durante le ore prestabilite dal nostro calendario didattico, il professore in videochiamata presenterà la lezione. Ha la possibilità di fare l’appello, illustrare i lucidi che ha preparato e porre domande alla classe alle quali si potrà rispondere rapidamente attraverso la tastiera o il microfono.

 

Secondo te questo modello di insegnamento è più efficace rispetto alle lezioni tradizionali?

Secondo la mia opinione questo metodo funziona bene. Niente però può essere confrontato all’interazione diretta dove i livelli di concentrazione sono più alti. Noi stiamo affrontando questa emergenza con molta positività e fiducia nel sistema sanitario nonché scolastico ed accademico. Sono tante le università e le scuole che gioco forza hanno aderito alla didattica online. Per noi è importante continuare a studiare approfittando di questo “momento di formazione alternativa” per recuperare ciò che abbiamo lasciato indietro e tornare più carichi di prima all’attesissima normalità.

 

 

 

 



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