consumatoreCorreva l’anno 1955 quando, per iniziativa di Vincenzo Dona (padre del consumerismo in Italia), fece la sua apparizione sulle scene italiane l’Unione Nazionale Consumatori, la cui finalità era quella di rappresentare la voce dei consumatori, fino ad allora costretti al silenzio, perché privi di rappresentanza, e quindi a subire frodi, inganni e soprusi, sia da parte dalle imprese commerciali in genere, sia della pubblica amministrazione.
Da allora per il consumatore è cominciato un nuovo percorso, che ha consentito di avere diritti sempre più forti, attraverso l’informazione e l’assistenza dell’U.N.C. in primis e di tutte le associazione successivamente costituite.
Nel 1998 è stato istituito, con legge 30/07/1998, n° 281 successivamente confluita nel Codice del Consumo (Decreto Leg.vo n.206/2005) il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), organo rappresentativo delle associazioni dei consumatori e degli utenti a livello nazionale, i cui compiti assegnati dal legislatore sono finalizzati a contribuire al miglioramento e al rafforzamento della posizione del consumatore/utente nel mercato.
Anche nella Regione Siciliana i consumatori sono rappresentati, a livello istituzionale, con la costituzione del Consiglio Regionale dei Consumatori e degli Utenti (CRCU) istituto con L.R. 23 maggio 1994, n. 7.
Con l’entrata in vigore del Codice del Consumo,(Decreto L.vo 206 del 06/092005), che di fatto rappresenta una pietra miliare nella tutela dei consumatori, si è finalmente in presenza di una legislazione chiara a difesa dei consumatori/utenti.        Il testo si suddivide in sei sezioni, suddivise per categorie tematiche secondo la dinamica tipica dell’atto di acquisto, dalla pubblicità alla corretta informazione, al momento negoziale della stipula del contratto, alla sicurezza dei prodotti, fino all’accesso alla giustizia e alle associazioni dei consumatori.
In atto manca ancora un importante tassello previsto dal Codice del Consumo, che è rappresentato dalla “Class-action”(art.140 bis), che sarebbe dovuta entrate in vigore l’ 01/07/2008, ma che per ben tre volte è stata prorogata.
La “Class-action” è uno strumento tanto atteso dagli addetti ai lavori, perché rappresenta un strumento attraverso il quale si renderebbero possibili delle azioni collettive risarcitorie, in unico processo, e quindi con evidente risparmio in termini di costi, impegno e tempi.
Vincenzo Dona, amava ripetere “Per avere una voce forte, non serve gridare, scompostamente, ma avere capacità di proposta, dialogo, iniziativa”.
Ed è con questo spirito che si è consentito di dare voce ai consumatori, dapprima rivendicandone i diritti e successivamente promuovendo un confronto con la Pubblica Amministrazione e con il mondo imprenditoriale.
Da allora tante battaglie sono state vinte attraverso una serie di proposte, poi divenute norme di legge quali, fra le quali ricordiamo: “Obbligo dell’etichettatura – Disciplina dell’igiene degli imballaggi – Data di scadenza degli alimenti – Esposizione del prezzo di vendita – Vendita a Peso netto – Sicurezza degli impianti elettrici e gas , etc…”.
Il progressivo ed incontrollabile sviluppo che si è avuto dagli anni ‘80 in poi, scaturito nella cosiddetta globalizzazione del mercato, ha trovato impreparato il consumatore/utente, che suo malgrado, è divenuto una vittima inconsapevole del sistema ed un soggetto poco libero, malgrado le decantate, ma  a volte false, liberalizzazioni.
Sono più che mai attuali frodi alimentari, scorrettezze commerciali, pubblicità ingannevole, soprusi della pubblica amministrazione, che giornalmente ci toccano con notevoli disagi e spesso anche con danni economici.
Da qui la necessità di rafforzare ulteriormente il potere contrattuale delle associazioni dei consumatori, il cui compito deve continuare ad essere la rappresentanza della collettività e non miseri interessi personali, affinché si possa finalmente affermare che il consumatore è “Libero”.
Libero di scegliere, chiaramente, l’acquisto di un abbigliamento, di un’offerta telefonica, di una proposta commerciale, di un investimento finanziario, senza vedersi costretto ad agire con paura e disinformazione, per poi ricorrere alla ricerca di soluzioni che spesso sfociano in interminabili controversie ed azioni legali.
Gaetano Ritacco
(Presidente UNC Canicattì)