Oggi alle ore 9,30 nell’ex Collegio dei Filippini, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, la Sig. Anette Vassallo, maestra d’arte, e con il coinvolgimento degli alunni della scuola primaria della nostra città, presenterà il testo illustrato a fumetti, in dialetto siciliano, dal titolo “Halloween siciliano” che contiene una storia illustrata sulla “Festa dei morti”. All’iniziativa è stata associata, a cura dell’Amministrazione, la mostra del giocattolo antico e dei dolci tipici siciliani. Lo scopo dell’iniziativa è quello di contrapporre la nostra millenaria tradizionale “festa dei morti”, alla festa di Halloween , di tradizione americana che ormai si è diffusa anche nella nostra società e che vede, alla vigilia di Ognissanti, bambini siciliani che vanno nelle case a chiedere “trick or treat”, cioè dolcetto o scherzetto “ dammi qualcosa o ti faccio un maleficio”. Halloween purtroppo entrata a far parte delle nostre feste, altro non è che un mero fenomeno commerciale e consumistico ed un semplice gioco del travestimento, mentre la nostra Festa dei morti, che va assolutamente recuperata e restituita alla gente ed ai bambini, è una ricorrenza tradizionale carica di valori e cultura. È opportuno ricordare alle nuove generazioni che nel passato la festa dei morti era il Natale di oggi ed, infatti, in Sicilia a portare i doni ai bambini non era babbo natale, figura scandinava lontana dalla nostra cultura, ma erano i familiari defunti che, nella notte tra l’ uno ed il due novembre, visitavano i propri cari ancora in vita, riaffermando così ogni anno, un legame indissolubile di affetto e di memoria tra chi non c’era più e chi ancora era in vita, una relazione continua tra la vita e la morte. L’intendimento dell’Amministrazione comunale e dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione è pertanto quello, attraverso la diffusione di simpatici “fumetti”, di recuperare e salvaguardare una tradizione, come la festa dei morti, che ha caratterizzato per secoli la cultura siciliana e la sua identità, non soltanto per i suoi aspetti festosi, ma soprattutto per quel senso religiosamente profondo che ognuno di noi, siciliano, possiede, a volte inconsapevolmente, di un rapporto indissolubile e continuo tra la vita e la morte, tra le nostre esistenze ed i nostri cari defunti.


















