Non vi è alcun dubbio: uomini e donne sono per natura diversi. Come potrebbero assolvere i medesimi compiti? E’ il caso di chiedersi se l’essere umano di sesso femminile sia in grado, per sua natura, di cimentarsi in tutte le imprese in cui quello maschile si misura o in nessuna di esse o solo in alcune piuttosto che in altre e se si debbano includere nei cimenti le operazioni di guerra. Si riprenda il principio che l’uomo e la donna sono per natura assolutamente diversi per specifici motivi funzionali quindi a nature diverse spettano funzioni diverse, con ciò la questione sembrerebbe risolta ma si sostiene che queste nature diverse possono svolgere gli stessi compiti. Prendiamo in esame i calvi e i chiomati: medesima natura oppure contraria?Nell’ultima ipotesi deduciamo che se ai calvi è lecito fare scarpe, ai chiomati deve essere vietato e viceversa ma ciò è ridicolo perché l’uguaglianza o la diversità della natura è posta non in modo assoluto ma considerando solo quel tipo di diversità o disuguaglianza che ha attinenza con i mestieri. I medici hanno tutti la stessa natura e un medico non l’ha diversa da un fabbro pertanto se risultasse che anche la specie degli uomini e delle donne sono diverse in rapporto ad una professione o mestiere, diremmo che sono da attribuire all’una o all’altra. Se però, la diversità si riduce al fatto che la donna partorisce mentre l’uomo la feconda, cade la differenza fra uomo e donna e le donne possono attendere ai medesimi compiti degli uomini. La buona disposizione si capisce dall’apprendimento che risulta facile o difficile a seconda di quanto se ne serba memoria dopo lo studio. Pertanto non c’è alcun pubblico incarico che sia riservato alla donna in quanto donna o all’uomo in quanto uomo perché la natura ha distribuito le attitudini equamente per cui la donna può svolgere tutti gli stessi compiti che svolge l’uomo l’unica differenza è che essa è meno forte del maschio. Ciò non comporta naturalmente che gli uomini debbano far tutto e le donne niente; ciascuna sarà versata per attitudine sia nel bene che nel male pertanto anche nella difesa dello Stato le donne mostrano la stessa attitudine degli uomini nel difenderlo chi con più chi con meno vigore, ciò dipende dall’educazione impartita sia agli uni che alle altre. Non vi è differenza sopratutto se l’educazione impartita sia stata la migliore per avere alla guida uomini e donne della migliore specie. Per meglio procedere nella costituzione di una Città di uomini felici, i matrimoni devono essere santi cioè particolarmente utili. Se osserviamo i cani da caccia e gli uccelli pregiati, fra gli stessi esemplari per quanto siano di razza selezionata, alcuni sono meglio degli altri per cui non tutti generano allo stesso modo quindi sono da preferire i migliori nell’accoppiamento ed essi non sono né i più giovani, né i più vecchi ma quelli che sono nella piena maturità fisica. Ne discende che gli uomini migliori si congiungano le donne migliori con frequenza mentre i peggiori si uniscano alle peggiori di rado allevando i piccoli dei migliori e non quelli dei peggiori. Dovrà anche essere deciso il numero dei nati tenendo conto delle guerre, delle epidemie e delle calamità in genere affinché il livello della popolazione sia costante. Naturalmente ai giovani che si distinguono in guerra o in altri campi bisogna conferire onorificenze e non solo, anche la possibilità di giacere con le donne frequentemente per far nascere figli. Se da una parte la così ben articolata dichiarazione di parità dei sessi ci conduce al plauso più totale si resta indubbiamente sconcertati per tutto ciò che concerne la selezione razziale, tristemente sperimentata durante la seconda guerra mondiale come ben sappiamo. Naturalmente Platone ci parla nel V libro della Repubblica di uno Stato ideale modello delle utopie politiche che hanno visto la luce nel corso dei secoli; Stato ideale in cui l’utopia diviene padrona di un programma, anche coercitivo, finalizzato ad una politica che sovrasta la comunità tutta attraverso le sue leggi.

Maddalena Rispoli