IMG_2303Una domanda che spesso ci si pone è: da dove viene la moneta che circola nel sistema economico?

Per cominciare è opportuno definire cosa si intende per moneta.


La moneta (indicata con la lettera M) è composta dai depositi bancari (D) e dal circolante (C), che a sua volta è costituito dalle banconote e dalle monete metalliche, da cui:

M = C + D.

Mentre il circolante è emesso dalla Banca Centrale, i depositi sono emessi dalle banche.

Tuttavia la banca centrale è in grado di controllare tutta la quantità di moneta presente nel sistema economico, mediante il cosiddetto “moltiplicatore monetario”. Infatti, le banche, a fronte dei depositi che emettono a favore della clientela, detengono presso la banca centrale depositi denominati “Riserve bancarie” (R). Queste sono detenute dalle banche sia a seguito di un obbligo specifico (la riserva obbligatoria), sia volontariamente per far fronte ad improvvise necessità di risorse liquide e per gestire i pagamenti.

La banca centrale non controlla solo la quantità di moneta, ma anche i tassi di interesse. Essa controlla direttamente una variabile identificata con il tasso d’ interesse sulla scadenza più breve possibile, ossia “il tasso overnight” (il tasso sui prestiti interbancari della durata di un giorno).

In sintesi, la Banca centrale è in grado di controllare la quantità di moneta presente nel sistema economico e il livello generale dei tassi d’ interesse. Tuttavia queste due variabili non sono indipendenti l’ una dall’ altra: il tasso d’ interesse dipende in modo cruciale dalla quantità di moneta immessa nel sistema; per cui, la banca centrale non può avere sia un obiettivo di quantità di moneta sia un obiettivo di tasso d’ interesse, decisi indipendentemente l’ uno dall’ altro.

Gli obiettivi finali della politica monetaria sono tipicamente due: Stabilità dei prezzi (quindi mantenimento del tasso d’ inflazione su livelli contenuti) e stabilizzazione delle fluttuazioni cicliche dell’ economia.

Calogero Gallo

Dottore Commercialista