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Chi governa il nostro destino?

Scritto da il 7 luglio 2012, alle 17:19 | archiviato in Finanza e dintorni, Photo Gallery, Rubriche. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Forse lo spread? Forse le società di rating con i loro temuti conflitti di interesse? E il concreto rischio di default della Grecia è solo frutto di virulenti attacchi speculativi? Spagna e Italia stanno davvero così male o un mega complotto internazionale le vuole mettere fuori gioco?

Temo che alcuni argomenti, seppur in parte fondati, o alcune tesi affascinanti ed intriganti ci allontanino dai veri problemi. La cosa certa in tutta la sua durezza è che la crisi c’è e che gli effetti si allargano sempre di più. Non è più tempo di riflessioni, di discussioni e di convegni. E’ giunta l’ora di prendere coscienza di alcune cose che hanno una fondamentale importanza se si vuole affrontare con serietà il problema della crisi economica. Altrimenti non se ne esce. Un tempo il nostro popolo, la nostra gente “poteva permettersi” per così dire, alcune cose, che oggi non sono più possibili. Un tempo si stampava denaro e si spendeva senza particolare controllo e forse ci siamo illusi pensando che questo potesse continuare all’infinito. Oggi siamo tutti chiamati a pagare i debiti che sono stati fatti in modo “allegro” ed esagerato. Quando in una famiglia diminuiscono i soldi un capo famiglia responsabile cerca di individuare due aspetti che risultano fondamentali per superare le difficoltà: quali spese superflue tagliare e quali azioni intraprendere per recuperare il reddito perso. Ed allora facciamo qualche riflessione su alcuni dati per comprendere meglio da chi e da cosa può dipendere il nostro destino.

La corruzione ad esempio. La Corte dei Conti, nella sua relazione annuale sul rendiconto finanziario dello stato nel 2011 ha evidenziato, tra le altre cose, che senza una seria lotta alla corruzione le politiche di riduzione della spesa pubblica non avranno alcuna efficacia. La stessa Corte afferma che in Italia le grandi opere pubbliche costano, per effetto della corruzione, il 40 % in più. Quindi miliardi di euro rubati da malaffare e farabutti. La corruzione, inoltre, scoraggia investitori esteri con una riduzione degli investimenti di oltre il 16 %. La Sicilia in questo senso fa registrare un triste primato del quale non essere proprio fieri. I settori della P.A. maggiormente colpiti dal “malaffare” sono la sanità’, le assunzioni del personale, la formazione professionale, la concessione di finanziamenti e gli appalti pubblici. “Non risultano immuni – ha detto la Corte dei Conti – i comparti dell’edilizia privata, dell’università’, delle consulenze e dello smaltimento dei rifiuti”. E sulle modalità con cui si manifesta il fenomeno, si evidenzia come “il classico passaggio di denaro contante” è ormai in uso solo in ambiti locali ristretti o rivolto a funzionari con un basso profilo d’impiego.

Nella maggior parte dei casi – ha proseguito – si ricorre agli stessi sistemi utilizzati per frodare il fisco: sovrafatturazioni di operazioni commerciali e fatturazioni di operazioni inesistenti per costituire la provvista di denaro; fatturazione di compensi per presunte consulenze, rimborso di spese elettorali, di viaggio o di rappresentanza, finti corsi di formazione professionale o dazioni mediante terzi per consegnare il denaro al funzionario pubblico”.

Un fiume di denaro che viene speso per ingrassare pochi a scapito di molti. Ma oggi questo non può più essere tollerato. Quando le difficoltà colpiscono una intera popolazione allora è il caso di reagire. Tutti sappiamo che la corruzione spesso trova terreno fertile in nostri atteggiamenti di tolleranza e di passiva rassegnazione. Non ci potrà mai essere ripresa economica sino a quando i corrotti ed i corruttori continuano a ricoprire, direttamente o per interposta persona, incarichi fondamentali ed importanti per il nostro destino. Dobbiamo fare del merito e delle competenze la prioritaria scelta di vita, sarà ovvio ma soprattutto è necessario. E allora prima di affrontare i problemi dello spread, della BCE, della finanza internazionale etc. dobbiamo cambiare dall’interno, abbiamo il dovere di farlo. Chi governa il nostro destino? Innanzi tutto noi. Noi, se smettiamo di scegliere chi ci deve governare sulla base di ragionamenti da stadio quasi si trattasse di scegliere la squadra di calcio per cui tifare. Noi, se impediamo a soggetti scelti su precise logiche di interesse privato di governare istituzioni sociali ed economiche del territorio come se fossero un proprio feudo. La politica, la buona politica è fondamentale per affrontare i problemi, quindi smettiamola di continuare a sbagliare. Saremo stati superficiali o distratti ma oggi non ce lo possiamo più permettere. Il sistema di delegare in bianco porta solo a delle conseguenze: la deresponsabilizzazione delle nostre scelte e la ghiotta opportunità per i farabutti di continuare a rubare e pregiudicare il futuro di un popolo.

Cominciamo ad avere la coscienza di questo per reagire in modo opportuno. Ma lo vogliamo veramente? Allora alla prossima occasione di rinnovo di qualunque organismo, fosse anche l’assemblea del condominio o il consiglio di amministrazione di qualunque ente, cominciamo a fare le scelte giuste, cominciamo a scegliere brave persone competenti e poi, una volta scelte, non lasciamole agire da sole senza controllo perché corriamo il serio e concreto rischio che la prossima relazione della Corte dei Conti ci dica che è troppo tardi.



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